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giovedì 5 settembre 2019

IL NUOVO GOVERNO CONTE




Governo Conte bis: ecco la lista completa dei ministri
in foto alcuni dei ministri che compongono il nuovo governo Conte



Oggi 5 settembre 2019 alle ore 10:00 circa i ministri selezionati tramite le trattative tra Conte Movimento 5 Stelle, PD e LEU hanno fatto giuramento davanti al capo dello stato Sergio Mattarella.

Alcuni nomi sono già noti, come Di Maio, Franceschini, Speranza e Bonafede, mentre altri sono sconosciuti ai più. 

Ora a loro, oltre che il gravoso impegno che implica una così alta carica istituzionale, 
toccherà guadagnarsi il consenso dalla maggioranza della popolazione, 
che al momento non si vede ancora pienamente riconosciuta in questo nuovo esecutivo. 

Le prossime regionali saranno un banco di prova importante e fino ad allora 
ogni ministro dovrà cercare di fare del suo meglio per convincere ancora i molti cittadini diffidenti. 

Non sarà facile, i prossimi 6/7 mesi saranno importanti per capire 
le dinamiche all'interno della nuova coalizione l'impronta che avrà questo nuovo governo.


Di seguito l'elenco dei componenti del nuovo governo che guideranno il nostro paese
per (almeno) i prossimi mesi :

Riccardo Fraccaro(M5S) 38 anni, di Treviso laureato in Giurisprudenza dopo la militanza nel movimento e l'incarico come ministri per i rapporti col parlamento
sarà sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Luciana Lamorgese (tecnico) 66 anni, di Potenza laureata in Giurisprudenza, è stata viceprefetta e ispettrice al Viminale, nonchè capo gabinetto del ministro dell'Interno. Sarà ministra degli Interni

Luigi di Maio (M5S) 33 anni di Avellino diplomato al liceo classico poi studente della facoltà di Giurisprudenza, capo politico del Movimento 5 stelle, ex ministro del lavoro e dello sviluppo economico sarà Ministro degli Esteri

Alfonso Bonafede (M5S) 43 anni di Mazara del Vallo,fiorentino d'adozione,avvocato civilista, continuerà a ricoprire la carica di Ministro della Giustizia

Lorenzo Guerini (PD) 52 anni di Lodi, Presidente Copasir ed ex sindaco di Lodi sarà Ministro della Difesa

Roberto Gualtieri (PD)53 anni di Roma,Professore di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma.
A lui uno dei ministeri più caldi, quello dell'Economia

Dario Franceschini (PD) 61 anni di Ferrara,laureato in Giurisprudenza ed avvocato Civilista. Per lui un ritorno come Ministro dei Beni Culturali con delega al Turismo

Paola de Micheli (PD) 45 anni di Piacenza, imprenditrici nonchè laureata in Scienze Politiche ex consigliera comunale e assessore al bilancio. Sarà ministra delle Infrastrutture

Roberto Speranza (LEU) 40 anni di Potenza laureato in Scienze Politiche, ex consigliere comunale e assessore all'urbanistica. A lui il Ministero della Salute.

Lorenzo Fioramonti (M5S) 42 anni di Siena, laureato in Filosofia sarà Ministro dell'Istruzione

Stefano Patuanelli (M5S) 45 anni di Trieste,laureato in Ingegneria edile,
sarà il nuovo ministro dello Sviluppo Economico

Nunzia Catalfo (M5S) 52 anni di Catania, diplomata al liceo, ha esperienza nell'orientamento nel mondo del lavoro, selezione del personale e formazione. Succede a Di Maio come Ministro del Lavoro

Teresa Bellanova (PD) 61 anni di Brindisi ha esperienza trentennale come sindacalista, coordinatrice regionale di Federbraccianti, da sempre si batte contro il caporalato di cui conosce bene la realtà poichè ex bracciante agricola. Sarà lei la nuova Ministra dell'Agricoltura

Sergio Costa (M5S) 60 anni di Napoli, laureato in Scienze Agrarie  Per lui la conferma come Ministro dell'Ambiente  


DI SEGUITO I MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO(ossia i ministri che non sono preposti ad alcun ministero)


Federico d'Incà (M5s) ai rapporti con il Parlamento 

Paola Pisano(M5s) all'Innovazione tecnologica 
Fabiana Dadone (M5s) alla Pubblica amministrazione 
Peppe Provenzano (Pd) al Sud
Francesco Boccia (Pd) agli Affari regionali 
Elena Bonetti (Pd) alle Pari opportunità e famiglia 
Enzo Amendola(Pd) agli Affari europei 
Vincenzo Spadafora (M5s) alle Politiche giovanili e allo Sport 
Analizzando la lista si evince che nel nuovo governo sono presenti:
21 ministri
1 sottosegretario
7 donne
10 esponenti del Movimento 5 Stelle
9 esponenti del PD
1 esponente di Liberi e Uguali(LEU)
Non ci sono vicepremier.

In ultimo, è curioso sapere chi tra i ministri neoeletti
ha affrontato (e come) le elezioni nel Marzo 2018(dati YouTrend):
Immagine
ELENCO SOTTOSEGRETARI E VICE MINISTRI
Per quanto riguarda i sottosegretari, di seguito i nomi scelti
che vanno a completare la squadra di Governo(fonte La Repubblica):

Presidenza consiglio dei ministri:
Mario Turco (M5S, programmazione economica e investimenti)
Andrea Martella (Pd, editoria)
 
Rapporti con il parlamento:
Gianluca Castaldi (M5S)
Simona Malpezzi (Pd)
 
Affari Ue:
Laura Agea (M5S)
 
Esteri:
Emanuela Del Re (M5S, viceministro)
Manlio Di Stefano (M5S)
Marina Sereni (Pd, viceministro)
Ivan Scalfarotto (Pd)
Ricardo Merlo (Maie)
 
Interni:
Vito Crimi (M5S, viceministro)
Carlo Sibilia (M5S)
Matteo Mauri (Pd, viceministro)
Achille Variati (Pd)
 
Giustizia:
Vittorio Ferraresi (M5S)
Andrea Giorgis (Pd)
 
Difesa:
Angelo Tofalo (M5S)
Giulio Calvisi (Pd)
 
Economia:
Laura Castelli (M5S, viceministro)
Alessio Villarosa (M5S)
Antonio Misiani (Pd, viceministro)
Pierpaolo Baretta (Pd)
Cecilia Guerra (Leu)
 
Mise:
Stefano Buffagni (M5S, viceministro)
Alessandra Todde (M5S)
Mirella Liuzzi (M5S)
Gianpaolo Manzella (Pd)
Alessia Morani (Pd)
 
Politiche agricole:
Giuseppe L'Abbate (M5S)
 
Ambiente:
Roberto Morassut (Pd)
 
Mit:
Giancarlo Cancelleri (M5S, viceministro)
Roberto Traversi (M5S)
Salvatore Margiotta (Pd)
 
Lavoro:
Stanislao Di Piazza (M5S)
Francesca Puglisi (Pd)
 
Istruzione:
Lucia Azzolina (M5S)
Anna Ascani (Pd, viceministro)
Giuseppe De Cristofaro (Leu)
 
Cultura:
Anna Laura Orrico (M5S)
Lorenza Bonaccorsi (Pd)
 
Salute:
Pierpaolo Sileri (M5S, viceministro)
Sandra Zampa (Pd)


IN CONCLUSIONE
Il governo ha giurato, abbiamo nuovi ministri per la maggior parte dei Ministeri,e una nuova coalizione. Ora la fiducia di Camera e Senato,che dovrebbe essere messa al voto nei prossimi giorni.
Non ci resta che augurare(e augurarci) buon governo!












mercoledì 21 agosto 2019

LA CADUTA DI UN GOVERNO

È successo. Ieri alle 15:30 del 20 agosto 2019, durante un concitato discorso al Senato, il premier Conte ha annunciato la fine del governo e le imminenti dimissioni da Presidente del Consiglio. 

Non abbiamo più un governo, sebbene questo era sin dall’inizio in labile 

Il discorso in questione è durato circa un’ora, molto spesso applaudito ma anche criticato. Il premier ha stilato una sfilza di critiche al suo vicepremier Salvini e al partito a cui fa capo, facendo trapelare un’insofferenza celata forse fin dall’inizio dell’avventura a palazzo Chigi. 

Ieri sera intanto ha ufficializzato le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che per l’ennesima volta si trova a gestire una situazione spinosa e spiacevole in piena crisi finanziaria e a pochi mesi dalla legge di bilancio. Nessuno lo invidia insomma. 

DI CHI E’ LA COLPA? 
Difficile a dirsi, anche se Conte ha palesemente indicato il leader del carroccio come unica causa della crisi di governo e della sua successiva fine. Si,forse Salvini è la causa unica della fine del governo, ma ci sono molti fattori non marginali che hanno portato a questa fine.  

Partiamo dall’inizio. Più di un anno fa ci si siamo trovati davanti una coalizione fatta da due partiti diametralmente opposti, da una parte la Lega forte al nord e ancora debole ( e contestata) al sud, dall’altra parte il Movimento 5 Stelle forte al sud ma fortemente snobbata al nord; da una parte gli estremisti (la lega non a caso all’estero è sempre descritta come movimento “far right” ossia estrema destra), dall’altra un movimento con una politica più soft , ma politicamente torbido ossia  con idee mai completamente chiare e nette anche sui temi politici più importanti; da un lato il partito della flat tax ,quindi atto ad agevolare famiglie lavoratori e imprese con redditi più o meno elevati riducendo in parte il peso fiscale su esse, dall’altra il reddito di cittadinanza quindi una misura atta ad aiutare chi un reddito non ce l’ha e quindi della flat tax se ne farebbe poco o nulla. Infine chi pensa più alla TAV e chi alle infrastrutture del mezzogiorno.  
A parte le politiche e i provvedimenti diversi di ambo i partiti, ci sono state altre dinamiche che hanno portato allo scontro. I due partiti con due identità almeno apparentemente opposte , si sono fuse tra loro;anche i rispettivi elettorati si sono confusi, il movimento 5 Stelle ha perso la sua seppur labile identità sostenendo in toto i provvedimenti marchiati Lega, cossichè alle ultime elezioni europee questi hanno perso un’alta percentuale di voti rispetto alle politiche del 2018.  
 Anche l’elettorato più affezionato non si è più riconosciuto in un partito che era ormai diventato agli occhi di tutti la stampella del partito di coalizione; troppe le concessioni, troppi gli errori.  

In una collaborazione non si devono perdere la propria identità e le proprie idee, altrimenti non è più  collaborazione ma soggezione.

Un’altra questione legata appunto alle ultime elezioni europee che è trapelata, è quella di una diversa volontà popolare rispetto a un anno fa. In sostanza in parlamento la lega si è trovata sottorappresentata, mentre il Movimento 5 stelle sovra rappresentata. La lega forte di questo consenso più nazionale che europeo(nel parlamento europeo la destra sovranista non ha i numeri per ribaltare a proprio favore nessuna questione), ha reclamato la propria superiorità politica e questo ha innescato la crisi.

COME FINIRA'?

Intanto oggi iniziano le consultazioni e poi Sergio Mattarella deciderà se ci sono le condizioni  e i numeri per creare un nuovo governo(probabilmente di transizione), oppure andare direttamente alle elezioni( probabilmente ad autunno). 
Attendiamo nuovi risvolti da questa situazione politica instabile e disastrosa che si protrae da ormai 10 anni o più.
Inoltre come approfondimento "leggero" metto un link ad un canale youtube molto interessante di Wesa Channel ,dove analizza in modo molto semplice ma critico la situazione politica attuale.



sabato 17 agosto 2019

LA RABBIA DEL POPOLO

In questo periodo stiamo assistendo ad uno sfociare sempre più violento di tensione e rabbia. 
In ultimo le immagini delle proteste nei luoghi dove il ministro dell’Interno Salvini ha tenuto il suo rinominato “BeachTour”, dove centinaia di persone hanno intonato cori e fischi verso un personaggio politico che ha probabilmente deluso o del quale non si sono mai condiviso le scelte politiche . Non solo la tensione si è riversato verso il diretto interessato, ma anche verso i suoi sostenitori: persone che lo hanno votato e che condividono la visione politica. 

In questo modo durante queste manifestazioni, si sono create delle piccole “guerre civili” tra sostenitori e antagonisti. Anche se questi scontri ci sono sempre stati, questa volta si tratta di vedere uno scontro tra due diverse e contrapposte visioni di vita, o anche di cos’è giusto e di cosa è sbagliato. 

È uno scontro tra due gruppi disomogenei per età, generazione, genere e classe, e forse negli ultimi anni anche per provenienza politica. 

Ormai la politica ci ha ridotto a questo, a confrontarci su tematiche etiche o morali sulle quali non ci dovrebbero essere scontri al contrario dei provvedimenti politici e istituzionali proposti da una o dall’altra fazione, sui quali si è sempre basato il dibattito politico.  Si discute se sia giusto o sbagliato togliere la libertà di scelta di un determinato individuo, ci si contrappone se sia giusto o sbagliato salvare gente su barconi alla deriva, si condannano le scelte personali di ognuno. 

C’E’ RABBIA OVUNQUE 

La rabbia di non riuscire a vivere dignitosamente, la rabbia del dover espatriare per trovare un lavoro confacente il nostro livello di studi e conoscenze, la rabbia nel non riuscire a portare avanti un’azienda inghiottita da tasse e burocrazia: 
La rabbia nel non riuscire a intravedere un futuro 
Gli scontri sopra descritti sono scontro vis à vis, dove ogni individuo si mette in gioco cosciente del proprio diritto di manifestare, mettendoci cuore, voce, pugni chiusi.  

Nell’era digitale questi scontri sono sempre più diventati 2.0 : 

Se parte la rivolta  Combatto con lo scudo dello schermo  Le armi da tastiera 

Canta Levante, autrice lucida e sensibile ai tempi bui che stiamo vivendo. 
Tweet al veleno, risposte offensive, post provocatori, ormai la “lotta” si è trasferita sul web e in particolare sui social, senza esclusioni di colpi. 
Chi non ha espresso un semplice giudizio, criticando ad esempio l’operato politico di un esponente di una fazione ed è stato puntualmente sommerso da critiche (ormai troppo spesso offensive)? 
Si chiede “che competenze hai tu per giudicare?”,come se quando quell’opinione non ci è congeniale debba essere necessariamente espressa da un “esperto” , da qualcuno che ne sa di più e ha voce in capitolo e non da semplici cittadini che si interessano alla vita politica,(che è poi interessarsi  alla propria vita) e che esprimono critiche ponderate. 
E vai di offese, di botta e risposta, di “no, ho ragione io e tu hai torto”. Senza dialogo, ma con le offese non si va da nessuna parte, non si costruisce nulla e non si creano le condizioni per realizzare qualcosa di buono 

C’E’ RABBIA DA TROPPO TEMPO 

Come ho scritto c’è tanta rabbia in giro, rabbia che si riversa sulle strade o nelle pagine web. 
Ma c’è anche da dire che questa rabbia dura da tanto, troppo tempo; prima le contestazioni a Berlusconi, poi Monti, Renzi, ed ora Salvini. 
Cambiano i protagonisti ma la scena è sempre la stessa. 
Perché? Perché il popolo non viene ascoltato e la rabbia lenita. È da anni che la gente chiede più lavoro, reddito minimo, sgravi fiscali per le aziende, incentivi per le start up, abbassamento dell’IVA, servizi sanitari migliori, linee ferroviare rimodernate ecc. 
Ma dopo anni e anni siamo sempre qua, fermi sulla crescita “0,…” senza alcun spiraglio, solo promesse. 

Fare il politico non è facile: ci sono in gioco tante cose come mantenere la propria leadership, cercare i giusti alleati, non tradire gli elettori, far approvare le misure più urgenti, contrastare l’opposizione (senza cercare di eliminarla...). Non è facile appunto, ma la gente è stanca. La gente vuole vedere migliorare la propria vita e quella dei suoi familiari e non stare sempre a contestare il politico di turno. Questa rabbia, questo non ascolto da parte delle istituzioni non porterà a nulla di buono, solo ad altra rabbia e frustrazione. 

Allora l’unica cosa da fare è questa: prendere atto di ciò che sta succedendo, mettere da parte il proprio egoismo e la sete di potere, assumersi le responsabilità ed adottare una politica seria fatta seriamente. 

Responsabilità e serietà, queste le parole chiave per cercare di alzare il livello basso della politica attuale. Bisogna smettere di fare sempre e solo propaganda, strumentalizzare ogni notizia a proprio favore e usare la campagna elettorale per inebriarsi delle luci della ribalta. 

Chissà se c’è ancora qualcuno che crede nei valori della politica e che aspira a farne parte per il bene del paese. Chissà, staremo a vedere...